domenica 22 novembre 2015

Felitti: "Sento la fiducia del club e del mister"

Flashback: è il due di aprile di quest’anno. Al Riva IV si sta giocando Chiasso-Le Mont. I vodesi si impongono per 3-0. I rossoblù affondano, i tifosi contestano, il DG Degennaro se ne va. «Una serata che sembra già un fantasma», scrivevamo su queste stesse pagine nelle ore successive al patatrac. Ed è impossibile cancellarne il ricordo: come noto, quella fu l’ultima partita di Zambrotta sulla panchina del Chiasso. Forse però non tutti rammentano che quella notte uscì di scena anche un altro protagonista rossoblù: Antonio Felitti. Lui però si ricorda bene cosa successe. Fu costretto a lasciare il campo in barella, all’ora di gioco. 
«Eravamo sotto per 2-0, la squadra era in attacco, e io ho tentato un cambio di direzione in velocità. È stato allora che il mio ginocchio ha fatto crack». 

Con un menisco tutto da ricostruire, per il giubiaschese classe ‘93 è iniziato un lungo calvario. Il peggio, però, adesso sembra alle spalle.
 «Da un paio di settimane mi sto allenando regolarmente con la squadra. All’inizio si è trattato soprattutto di toccare qualche pallone. Pian piano poi sono tornati i contrasti in allenamento, e settimana scorsa ho finalmente potuto giocare una partita». 

Anche se soltanto un’amichevole – quella vinta 5-0 contro il Lugano U21 – per Felitti si è tratto di una sgroppata significativa. E indicativa. 
«Com’è andata? Benone, direi. Quanto mi era mancato, il campo...». Per un rientro vero e proprio (in campionato, quindi), Antonio dovrà però attendere l’anno nuovo. «Dovrei tornare al 100% da gennaio. I piani sono questi. Inutile forzare un mio rientro quando al termine del girone d’andata mancano soltanto tre partite». 

A gennaio, fra l’altro, scadrà il suo contratto. Il ragazzo comunque è sereno. 
«A gennaio dovrebbe partire un nuovo contratto. Ne ho già discusso con la dirigenza, con cui sono in buoni rapporti. Non c’è ancora nulla di sicuro, ma avverto la fiducia del club. Per me, in questi mesi difficili, è stato molto importante». 

Nonostante la sua giovane età, Antonio Felitti ne ha già viste e passate di tutti i colori. 
«Ai tempi del Team Ticino, nella U15 e nella U18, ho operato due volte il menisco. Sempre in quegli anni ho subìto pure due commozioni cerebrali. E ancora, lo scorso autunno ho avuto un mese e mezzo di stop per una distorsione al ginocchio. Quello di quest’anno però è stato il primo ferimento davvero grave. Un’esperienza che non auguro a nessuno! Ma non ho mai pensato di alzare bandiera bianca. Cioè... io ho 22 anni: se inizi a mollare il mazzo alla mia età, non arriverai mai da nessuna parte! In sei mesi non c’è stato un solo giorno in cui io abbia saltato la fisioterapia. In fondo, se fai il calciatore metti in conto anche qualche acciacco. Ma ci tengo, io, a tornare in forma». 

A 22 anni, Antonio Felitti è già una sorta di veterano, al Riva IV. Questa è la sua quarta stagione in rossoblù. 
«In effetti della squadra di quattro anni fa, ossia quando arrivai io a Chiasso, non è rimasto nessuno. Già, sono l’unico giocatore nella rosa da più di tre stagioni. E oramai conosco bene la società, il gruppo, la piazza e i tifosi. Ricordo il mio arrivo al Riva IV: mi sentii subito a casa, accolto in modo eccezionale. Il Chiasso quindi per me significa molto. E in questi anni ho capito cosa vuol dire vestire la maglia rossoblù: essere pronti a dare sempre il massimo e pure qualcosa in più». 

Proprio ciò a cui sono chiamati i rossoblù dopodomani, quando al Riva IV ospiteranno il Wil. Proprio contro i sangallesi, lo scorso 28 agosto, si era inceppata quella macchina perfetta che era il Chiasso dei primi turni di campionato. Un’occasione perfetta, insomma, per dare una controsterzata all’autunno. «Ci serve una vittoria – taglia corto Felitti – Ad ogni costo».

-GdP-