lunedì 30 novembre 2015

Rassegna stampa Chiasso-Winterthur

Di seguito, interviste, articoli e commenti sulla vittoria del Winterthur al Riva IV.


Ora bisogna guardarsi alle spalle
CdT - «Sembra di essere tornati alla scorsa stagione!». Alberto Regazzoni ha ragione: questo Chiasso, che si voleva protagonista e capace di far sognare la piazza, è ripiombato nel pozzo di una crisi che si trascina oramai da anni. L’illusione di aver dato un netto taglio al passato, resa quasi vera dai risultati raccolti a inizio stagione, è, appunto, solo un’illusione. La vittoria manca da undici partite, sabato è arrivata una sconfitta pesante, che ha messo a nudo tutti i problemi della squadra di Camolese. Già: i rossoblù hanno saputo resuscitare un Winterthur in caduta libera.
Un tre a uno doloroso, arrivato al termine di un match bruttissimo. Il Chiasso, poi, non ha praticamente giocato: mai una trama degna di questo nome, mai un’azione corale, mai un’invenzione che ti fa togliere le mani dal giaccone per applaudire. Avanti di questo passo, e l’ultimo posto in campionato sarà l’unica soluzione possibile. «Sta girando tutto male, però non ci sono scusanti – racconta un delusissimo Regazzoni, autore del rigore d’apertura, a fine partita –. Siamo passati in vantaggio, dovevamo solo gestire il match e giocare in maniera ordinata. Tuttavia abbiamo subito il pareggio e poi ci siamo sgonfiati, com’è capitato contro il Wil. Sono arrabbiato, perché ci apprestiamo a vivere un’altra settimana difficile e perché sono tre mesi che non vinciamo. Eravamo partiti benissimo in campionato, forse ora abbiamo perso la necessaria umiltà. Siamo una buonissima squadra ma non crediamoci dei fenomeni: non lo siamo».
Dopo la rete di Bengondo, la tribuna si è svuotata. Al fischio finale, poi, la curva asserragliata oltre la recinzione ha preteso un chiarimento con i senatori. Al Riva IV, il malumore è enorme. «In questo momento c’è poco da dire – sostiene Giancarlo Camolese, pure lui convocato dai tifosi più caldi per giustificare la rovinosa sconfitta –. Parlerò ai ragazzi durante la settimana. Sappiamo che non abbiamo fornito una bella prestazione e siamo tutti arrabbiati. Sappiamo altresì che possiamo e dobbiamo fare di più. Contro il Winterthur ci è mancato il coraggio di costruire: nelle intenzioni, volevamo giocare palla a terra sfruttando la velocità degli attaccanti. Invece i nostri avversari sono arrivati in Ticino con tanta voglia di far bene, sono riusciti a chiudersi per poi ripartire in contropiede. Hanno meritato più di noi la vittoria, su questo non ci piove».
Il Chiasso ha ora qualche giorno di tempo per ritrovare una serenità che appare irraggiungibile: la dirigenza, qualunque sia il risultato dell’ultima sfida prima della pausa contro lo Xamax, deve intervenire pesantemente per invertire una tendenza che porta dritta dritta in Promotion League.


Chiasso, che momentaccio
La Regione - «È un momento terribile», ha commentato a fine partita uno scoraggiato Alberto Regazzoni. Scoramento e rabbia sono i sentimenti che prevalgono fra i 400 coraggiosi tifosi che hanno sfidato il freddo pungente di sabato sera, all’uscita dal Riva IV, delusi una volta di più. Per il risultato, una sconfitta meritata, per il fatto che la vittoria manca da troppo tempo, per la prestazione di una squadra in cui niente pare andare più per il verso giusto, dal singolo al collettivo. E perché il Chiasso si è fatto rimontare per l’ennesima volta.
In vantaggio alla pausa
I rossoblù sono riusciti, aiutati un po’ dalla fortuna, a chiudere il primo tempo in vantaggio. Lüchinger, ancora positivo nella sua nuova posizione di centrocampista, si è conquistato il rigore che Regazzoni ha trasformato. Nella ripresa, come con il Wil, il crollo. «Settimana scorsa avevo detto che è colpa della paura di vincere, ma parlare solo di questo sarebbe un alibi. Dobbiamo farci un esame di coscienza e un grosso bagno di umiltà, a partire dal sottoscritto». Non si risparmia, Regazzoni. Anche dal punto di vista dell’impegno c’è molto da rivedere? «Ognuno sa quello che può dare. Nessuno dei miei compagni ha mai tirato indietro la gamba o dato di meno, non potremmo permettercelo».
Decisivi i cambi degli ospiti
Decisivi per il Winterthur sono stati gli ingressi di Holenstein e soprattutto Bengondo, che da queste parti sa sempre come fare male. Neppure il tempo di piazzarsi, e il primo ha ribadito in rete un calcio di punizione di Cicek. Poi le due squadre hanno riprovato a superarsi. Il Chiasso senza gioco e con azioni improvvisate, il Winterthur costruendo qualcosa in più. E a tre minuti dal termine, la beffa per i rossoblù, con Bengondo abile a sfruttare un cross di Fassnacht. Poco conta la terza rete, incassata negli istanti di recupero, con Guatelli centravanti aggiunto. «Abbiamo un problema in attacco? Questa sera ne ho visti da più parti…», ha ammesso mister Giancarlo Camolese, quando gli è stato chiesto se inizia a pesare il fatto di trovare la rete per lo più con le palle inattive. Il mister ha parlato di un avversario che ha fatto vedere di più. «L’ingresso di Bengondo ci ha messo in difficoltà, abbiamo subìto un gol su palla ferma e uno con la difesa schierata, ciò che dà ancora più fastidio. I tifosi volevano vedere un altro tipo di impegno e hanno ragione. Sotto il profilo di grinta e carattere questa squadra non deve mai mancare». Il presidente Davide Lurati ha confermato la fiducia al tecnico, arrivato un mese fa. «C’è ancora molto da lavorare – ha detto –. Cerchiamo di andare a fare risultato a Neuchâtel, dopo di che vedremo di ragionare con calma per trovare le giuste soluzioni per farci trovare pronti per il girone di ritorno».