martedì 7 agosto 2018

Mangiarratti: "Deve ardere il fuoco dentro di noi"

Intervista sul momento rossoblu a mister Mangiarratti a cura di Marzio Mellini, sull'edizione odierna de La Regione.
Il bilancio è presto ricordato: tre partite e altrettante sconfitte. Non meno brutale è la statistica delle reti segnate e realizzate: 2 contro 11. Fin troppo semplice leggere nei numeri del Chiasso i termini, per quanto ancora molto provvisori, di una crisi che ha prodotto solo risultati negativi in un avvio di stagione molto complicato. 
Al netto, va comunque ricordato, della qualità degli avversari affrontati: l’ostico Vaduz, peraltro fermo alla vittoria del Riva IV al match d’esordio, il Servette e il Losanna, tra le più serie aspiranti alla promozione. Si è quindi chiuso un mini ciclo terribile, per i rossoblù, usciti male dal punto di vista dei risultati, ma con l’attenuante di un calendario non certo favorevole. Il grado di preoccupazione di Alessandro Mangiarratti non è particolarmente alto, tuttavia l’ex centrale non è certo tipo da farsi abbattere alle prima avversità. 
«Un po’ di preoccupazione c’è – ammette il tecnico rossoblù –, nella misura in cui bisogna cominciare subito a fare punti, perché i punti permettono di migliorare la classifica. Va però detto che non siamo nemmeno stati troppo fortunati. Se penso al calendario, all’esordio in campionato abbiamo trovato un Vaduz al picco della forma, anche per effetto degli impegni europei, mentre adesso sta pagando il conto ed è in difficoltà (una sola vittoria, quella del Riva IV contro i rossoblù, e due sconfitte, ndr). Contro il Servette nonostante una buona prestazione ci siamo complicati noi la vita. Contro il Losanna abbiamo pagato a caro prezzo errori che avevamo già commesso nelle altre uscite. Per uscire da questa situazione non possiamo che continuare a lavorare sulla nostra idea. Venerdì contro lo Sciaffusa dobbiamo fare la prestazione. Attraverso la prestazione potrà poi arrivare il risultato». 

La preparazione, tre turni di campionato... Il Chiasso accusa forse un leggero ritardo sulla tabella di marcia prevista? 
«Non bisogna sempre cercare alibi, ma è altresì vero che stiamo rincorrendo tante situazioni. Tra queste, la condizione di alcuni giocatori che nella scorsa stagione hanno giocato poco, o sono reduci da infortunio. Qualcuno sta impiegando più tempo del previsto per ritrovare le migliori sensazioni. Per il resto, abbiamo fatto quello che andava fatto. In preparazione abbiamo sempre affrontato avversari forti. Forse con test meno impegnativi, oggi avremmo qualche certezza in più, chissà. Non è un alibi, ma forse con un pizzico di fiducia in più nei nostri mezzi... Ribadisco che molti ragazzi vengono da periodi di inattività, o di assenza di competizione, ma nel complesso tutto il gruppo ha risposto bene. Qualche punto renderebbe il lavoro più facile. Sulla scorta di qualche risultato favorevole potremmo lavorare con maggiore tranquillità. Adesso c’è la necessità di fare punti».

La rosa a disposizione di Mangiarratti può dirsi al completo. 
«Belometti è tornato a disposizione, così come Guidotti. Sono tutti arruolabili. Aspettiamo il brasiliano Carvalho, speriamo che possa essere presto a disposizione». 

Tre sconfitte, qualche gol di troppo incassato... Ha forse percepito un po’ di tensione, nei suoi ragazzi? 
«Ci siamo confrontati, ci siamo detti quello che bisogna fare per ripartire. Se ci facessimo divorare dalla tensione, sarebbe finita. Dobbiamo essere molto attenti e concentrati. La tensione, semmai, la voglio avvertire venerdì, in campo». 

Si è detto della qualità di Losanna e Servette, già affrontate, ma anche lo Sciaffusa è temibile... 
«Rispetto a noi, quasi tutte le avversarie dispongono di rose collaudate, con calciatori che giocano assieme da un po’ e che si conoscono. Al Chiasso questa continuità manca, è come se avessimo ricominciato quasi da zero. È vero che Losanna e Servette sono tra le squadre più forti del campionato, ma non per questo dico che va bene anche così. Così non va bene, invece. Ho bisogno che arda il fuoco dentro ciascuno di noi, affinché la nostra stagione possa svoltare».

Come giudica il suo lavoro di allenatore capo? 
«Allenare mi è sempre piaciuto, e continua a piacermi molto. È un lavoro interessante. Hai trenta teste da gestire, e non sempre è facile. Faccio del mio meglio, restando fedele alla mia linea».