sabato 2 febbraio 2019

Milosavljevic: "Servirà la giusta attitudine"

Interessante intervista, quella proposta dal Corriere del Ticino a firma Pelizzari a Milosavljevic, di ritorno al Riva IV dopo le non troppo positive esperienze di Sion e Winterthur.

"Sarà una primavera difficile, ma siamo pronti". Il Chiasso c’è. Parola di Nikola Milosavljevic, 23 anni ad aprile, fra i volti nuovi in casa rossoblù sebbene per lui si tratti di un ritorno. Aveva calcato il terreno del Riva IV per mezza stagione, nel 2016. Poi il grande salto a Sion e una parentesi fra il dolce e l’amaro a Winterthur.
"Stare lontano dal Ticino mi ha fatto bene" spiega "Milo", scuola Lugano. "Sono cresciuto sia sul piano sportivo sia come persona. Ho avuto la fortuna di vivere due realtà importanti in Svizzera".
Se a Lugano aveva conosciuto la Super, è al Riva IV che Nikola si è imposto fino a guadagnarsi la chiamata di Christian Constantin. «Fa un certo effetto ritrovarmi qui, dove è esplosa la mia carriera. Io farò di tutto per aiutare il Chiasso a raggiungere la salvezza".
Arrivato in Vallese con l’etichetta del piccolo fenomeno, dal 2017 a oggi "Milo" non ha mantenuto la promessa. Il prestito a Winterthur si è rivelato controproducente. Il diretto interessato taglia corto: "Il mister attuale non mi vedeva. Ho giocato una sola volta con la prima squadra. Andò meglio la mezza stagione del 2018. Niente, sono scelte tecniche. È andata così. Ho accettato ogni decisione, anche perché il Winterthur nel frattempo ha disputato un’ottima andata. Cosa avrei dovuto dire?".
Il Milosavljevic di oggi non è più il ragazzino di qualche anno fa. "Sì, sono cresciuto. A Sion ho avuto poco spazio, eppure ho condiviso lo spogliatoio con giocatori come Constant e Salatic. Non capita a tutti. E le mie presenze le ho fatte. A Winterthur ho imparato nuovi stili di gioco".
Al Riva IV Nikola ha ritrovato un ambiente conosciuto e a lui caro. E ad allenarlo c’è Andrea Manzo. "Ho potuto lavorare con il mister a Cornaredo, nella Under 21. Ero aggregato alla prima squadra, ma scendevo spesso a giocare con la Primavera per mettere minuti nelle gambe. Manzo mi piace, è un tipo schietto e trasparente. Sia nel bene, sia nel male. Ricordo che a Lugano mi punzecchiava spesso. Se non rendevo secondo le aspettative era sempre il primo a dirmelo. Mi diceva che c’è modo e modo di scendere dalla prima squadra e aiutare la Under. Alle volte non avevo scelto la maniera giusta, ecco".
Milosavljevic adesso dovrà dare una mano al Chiasso, ultimo in classifica e serio candidato alla retrocessione. "Non sono sorpreso dalla graduatoria, dico però che è un peccato trovare i rossoblù al decimo posto. Questa è una rosa di qualità. All’andata è mancata un pizzico di esperienza. Tante volte il Chiasso era in vantaggio ma poi si è fatto raggiungere e perfino superare. Personalmente sto bene, sento di aver già ritrovato il ritmo partita. I test perlomeno suggeriscono che è così".
Domani, il Chiasso esordirà nel girone di ritorno affrontando in trasferta lo Sciaffusa. Quanto è importante e, parallelamente, quanto è difficile iniziare bene? 
"Sarà dura sfidare i gialloneri sul loro campo, peraltro sintetico. Il Chiasso però è pronto, ribadisco. Le amichevoli sono andate come sono andate. Ne faremo tesoro. Sono convinto che possiamo fare un buon ritorno. Certo, servirà la giusta attitudine".