lunedì 27 maggio 2019

La rassegna stampa della salvezza!

Di seguito la rassegna stampa della grandissima giornata di passione vissuta ieri alla Igp Arena di Wil.

«Questo è il premio per un gruppo unito»
L’allenatore Manzo loda il coraggio mostrato dai suoi giocatori Bignotti e Cattaneo si uniscono alla festa per l’impresa rossoblù
CdT - Il Chiasso è salvo. Quando tutto sembrava finito e il baratro della Promotion League incombeva vertiginoso, i momò sono risorti, proiettandosi con l’orgoglio di chi non molla mai alla salvezza. Una salvezza resa ancor più bella dalla difficoltà degli ostacoli sormontati, sia in stagione, sia nel pomeriggio di Wil. Attraverso le asperità di una sfida incrinata subito dal vantaggio dei padroni di casa, i ticinesi si sono issati sino alle stelle, dimostrandosi capaci di reinventare un destino che i più davano per segnato. Due gol in mischia, due calci alla paura, due «no» alla retrocessione. Le reti di Josipovic e Belometti hanno squarciato il secondo tempo e permesso al Chiasso di crederci sul serio. Portato a termine il proprio compito, ai momò non restava che attendere la conferma della sconfitta del Rapperswil ad Aarau. Qualche romantico avvinghiato alla sua radiolina, molti pragmatici con gli occhi a divorare gli smartphone. La drammaticità scenografica si è sciolta in un istante. «È finita! Il Rapperswil ha perso!». L’urlo di gioia ha sciolto le ultime riserve, invadendo il campo con un uragano d’entusiasmo. Docce di spumante e sorrisi sgargianti. Mister Andrea Manzo ha gli occhi lucidi. Finalmente il gorgo di stenti si è dissolto: «La paura era tanta. Schieravamo parecchi giocatori di primo pelo, come li definisco io. Però sono stati bravissimi. Hanno trasformato il timore in determinazione, riuscendo nell’impresa. Nell’intervallo ho tematizzato soltanto la questione tattica. I giocatori si sono ricompattati da soli, disputando un grande secondo tempo, frazione in cui i cambi hanno fatto la differenza. Fino a due settimane fa nessuno credeva alla nostra permanenza in Challenge League. Noi però non abbiamo mai mollato. La salvezza è il giusto premio per un gruppo unito, che in futuro potrà solo migliorare».
Si sa, tra la vita e la morte (sportiva) il confine è assai flebile. Manzo, da vero uomo di calcio, vuole spendere qualche parola per chi, con lui, ha lottato e sofferto: «Ringrazio la società, che ci ha messo nelle condizioni migliori, dimostrando sempre e comunque vicinanza assoluta alla squadra. Nei momenti più bui, poi, non ce l’avrei fatta senza i miei collaboratori e, soprattutto, senza amici veri e famiglia. Le persone che porto nel cuore, quando il pericolo di cedere allo sconforto era tangibile, hanno fatto la differenza».
Fradicio di gioia, tra un gavettone e l’altro, anche Nicola Bignotti. Il direttore generale del Chiasso si lascia alle spalle con un sospiro di sollievo una stagione in cui i rossoblù hanno scherzato, parecchio, con il fuoco: «La squadra meritava la categoria. Una reazione così, sotto uno a zero all’ultima giornata, è eccezionale. Il nostro obiettivo dichiarato era la salvezza. Sapevamo che sarebbe stata dura e che avremmo dovuto combattere fino alla fine per ottenerla. L’abbiamo fatto. Ora ci regaleremo qualche giorno di vacanza, così da smaltire le tossine di un periodo molto difficile».
Maurizio Cattaneo, presidente dei rossoblù, è raggiante e non vede l’ora di unirsi alla festa negli spogliatoi. Lo intercettiamo schivando l’ennesima doccia d’acqua: «Una salvezza sofferta e meritata. Ho sempre pensato che noi non fossimo inferiori a nessuna delle squadre che occupavano le ultime cinque caselle in classifica. Ottenere la permanenza in Challenge League sul campo, senza aspettare la decisione relativa alla concessione della licenza allo Sciaffusa, dà ancora più soddisfazioni. Il gruppo è rimasto unito e ha dimostrato grande cuore. Ciò mi rende un presidente fiero. Durante il campionato abbiamo forse pagato un po’ l’inesperienza di alcuni giovani. Alla fine, tuttavia, l’obiettivo definitivo è stato raggiunto. Faremo tesoro di questa stagione e ci ripresenteremo più carichi che mai».


Una visione rivoluzionaria ma sacrosanta
GIONA CARCANO
CdT - A Wil il Chiasso ha salvato la pelle. Un’altra volta, per un altro giro di giostra nel «fantastico mondo della Challenge League», per citare un ironico coro curvaiolo. I rossoblù, dopo una stagione piena zeppa di difficoltà, hanno lasciato il decimo posto all’ultimissimo secondo, quando oramai anche il prete sembrava lì lì per passare dal Riva IV per l’estrema unzione. Invece, le cassandre e i riti sono stati scacciati. Bene, verrebbe da pensare. Il Chiasso si è meritato la salvezza. Ma è davvero così? Girando la questione, è giusto soffrire così tanto? Sì e no. La domanda non ha una risposta certa, indiscutibile. Eppure, vanno fatte delle considerazioni che non possono più essere sottaciute. La prima: i guai che ha dovuto passare la squadra prima di ottenere questo benedetto timbro per poter essere ancora fra le 20 squadre che compongono la Swiss Football League. Accese frizioni con i propri tifosi, una disaffezione generale, un cambiamento di proprietà, un allenatore «bruciato» e, ultimo ma non meno importante, le tantissime modifiche nella rosa che aveva cominciato il campionato. Secondo: l’orizzonte sembra tutto fuorché luminoso. Negli anni, il Chiasso ha visto ridurre in modo sostanziale il proprio budget. Logico, comprensibile. Ma disporre di minori finanziamenti, spesso, si traduce con maggiori difficoltà a tutti i livelli, in primis sul campo. E la situazione non farà altro che peggiorare. Già. Il calcio, o perlomeno il calcio professionistico, al Riva IV sembra non avere più molto senso visti i presupposti elencati poco fa. Qualcuno risponderà che no, nonostante i problemi salvarsi all’ultima giornata è un risultato degno, quasi un miracolo. Può essere, certo. Il pensiero, allora, corre a piazze come Concordia, Wohlen e Le Mont che, in tempi diversi e con altre sfumature, hanno salutato la seconda categoria. Un campionato che nei principi dei suoi padri costituenti avrebbe dovuto formare i giovani ma che nei fatti è diventato un torneo di sussistenza e dal carattere poroso nei riguardi dell’acqua sporca (pirati e avventurieri senza scrupoli, leggasi turchi a Wil). Non ha più senso iniettare milioni ogni stagione solo per soddisfare gli affari di poche persone o il vezzo di un ridotto numero di tifosi. E quei club periferici citati in precedenza lo hanno capito. Una scelta coerente e che non si discosta molto dal concetto espresso da Maurizio Cattaneo, il quale alcuni mesi fa aveva dichiarato: «Non l’ha ordinato il dottore di dover rimanere in Challenge a tutti i costi». Una frase che non aveva mancato di sollevare un polverone. Ma siamo sicuri che il presidente del Chiasso non avesse ragione da vendere?


Una salvezza alla Hitchcok
In ritardo di una rete, il Chiasso gira la partita nell’ultimo quarto d’ora con le reti dei ticinesi Josipovic e Belometti
La Regione - Salvarsi in rimonta, a un quarto d’ora dalla fine, contando anche sui risultati delle altre. Dopo una stagione così, se salvezza doveva essere, e salvezza è stata, non poteva che arrivare in questo modo: sofferto, tirato, all’ultimo secondo, senza nascondere quelli che sono stati i limiti per tutta la stagione. «Una sceneggiatura alla Hitchcok», romanza il direttore generale Nicola Bignotti. «Per i ragazzi è un campionato vinto», gli fa eco il tecnico Andrea Manzo. Il Chiasso festeggia una sorta di miracolo, dopo una stagione difficilissima. E dice bene nell’immediato post partita Simone Belometti, che ha trovato il gol della salvezza (chissà che non sia un monito per puntare sui ticinesi in futuro…), dopo aver giocato poco nella seconda parte della stagione: «È stato un periodo complicato, eravamo tesi, non riuscivamo a parlare fra noi, a giocare, ogni allenamento era una sofferenza. Che sia un punto di partenza e non di arrivo». Zoran Josipovic, che ha segnato il primo gol, parla di rete e di partita più importanti della carriera: «È stata una sofferenza che ci ha dato tanto come uomini. Quanto siamo felici? Da uno a dieci, dico un milione, oppure si va all’infinito!».
Buffo, o forse destino, che in una partita si sia concentrata una stagione: un gol preso con un giocatore lasciato troppo libero, la difficoltà a segnare, il rischio di andare a fondo, il carattere che in molte occasioni ha sopperito dove la tecnica non arrivava. Il Chiasso, al 100%, in novanta minuti, in un campionato intero. Partito malissimo, con una difesa che pareva un colabrodo, con sconfitte pesanti, con una squadra giovanissima e un allenatore come Mangiarratti, inesperto, ha corretto il tiro chiamando Manzo.
Alla pausa era ultimo, serviva un mercato importante, e sono arrivati calciatori con esperienza, perché di sole scommesse non si vive. La rimonta è iniziata piano, c’è stato poi un bel periodo, con vittorie e sorpassi, infine i mesi di agonia, dove si conquistava un risultato e si falliva quello dopo. Manzo sposa in pieno questa analisi: «Abbiamo visto sia il Chiasso in difficoltà, sia il Chiasso con la voglia di recuperare». Quest’ultimo, per il tecnico è il vero Chiasso, ma in quante partite l’abbiamo visto? «In tante – risponde sicuro –, poi arrivavano quei dieci minuti di follia che non dipendevano da un singolo, ma da tutti e la squadra veniva giudicata per quelli e passava in secondo piano il fatto di riuscire a proporre calcio in un certo modo. Cosa mi faceva più paura per la salvezza? Quei dieci minuti folli».
Sul suo futuro, non sa nulla, ma dice che resterebbe volentieri. Nicola Bignotti concorda col suo tecnico sul fatto che è stato un campionato vero, combattuto sino all’ultimo. «È stata una stagione difficile, lo è stata per tutte le squadre. Il momento più duro? Quando a metà di questa seconda parte siamo passati da avere quattro punti di vantaggio a essere sorpassati e ritrovarci con quattro lunghezze di ritardo. È stato complicato, ma non abbiamo mai mollato, abbiamo lavorato per la salvezza e l’abbiamo raggiunta. Questo è ciò che conta. Alcuni episodi ci hanno girato contro e avremmo potuto chiudere i giochi prima». Dopo qualche giorno di vacanza, si siederà con la proprietà. «Sviscereremo a uno a uno tutti i fattori per il futuro. La nostra strategia è quella di puntare sui giovani e i risultati per la loro valorizzazione sono importanti. Proseguiremo su questa strada; non sta scritto comunque da nessuna parte che con i giovani non si possa arrivare a risultati sportivi interessanti».
Per ora, è tempo di festeggiare. Chiasso, pericolo scampato!


Trotz Chancenplus – Wil verliert gegen Chiasso
Tagblatt - Der FC Wil verabschiedet sich mit einer 1:2 Heimniederlage in die Sommerpause. Das Resultat sorgte am Tabellenende nochmals für Bewegung und sicherte Chiasso den Klassenerhalt. Die Wiler indes haderten mit den vergebenen Chancen.
Lange Zeit deutete in der IGP Arena nichts auf einen Auswärtssieg von Chiasso hin. Der FC Wil war von Beginn weg die spielbestimmende Mannschaft und kam zu zahlreichen Torchancen. Die erste Möglichkeit aus dem Spiel heraus hatte der starke Nias Hefti, er scheiterte aber aus spitzem Winkel am Torhüter der Gäste. Wenige Minuten zuvor fand auch Dominik Schmid seinen Meister im Tessiner Schlussmann, dies aber mittels einem direkten Freistoss.
Von Chiasso war in der ersten Halbzeit wenig bis gar nichts zu sehen. Gute und auch konsequent fertig gespielte Angriffe waren eine Seltenheit. Die Gastgeber hingegen trugen viel zur Unterhaltung bei. Nach rund 20 Spielminuten ging der FC Wil verdient in Führung, Nias Hefti traf per Kopf, nachdem die Tessiner Hintermannschaft schwindlig gespielt wurde. In der Folge flachte die Partie zunehmend ab, zumindest was die klaren Tormöglichkeiten anging.

Chiasso dreht die Partie
Direkt nach der Pause drückten die Hausherren wieder aufs Gaspedal. Eine erste gute Chance vergab Sergio Cortelezzi per Kopf. Nur eine Zeigerumdrehung später scheiterten Nias Hefti und Sandro Lombardi gleich mehrfach an der Tessiner Verteidigung und dem starken Torhüter. Es wäre der Zeitpunkt gewesen, in dem das 0:2 hätte fallen müssen. Stattdessen gab es nun einen Bruch im Wiler Spiel, wie schon häufig in dieser Rückrunde.
Der FC Chiasso kämpfte sich zurück in das Spiel. Zoran Josipovic konnte für die Gäste ausgleichen brauchte den Tessinern die Hoffnung zurück. Nur fünf Minuten später sorgte Simone Belometti für die Führung der Gäste. Doch die Entstehung des Tors sorgte für Diskussionen, da Schiedsrichter Stefan Horisberger ein klares Handspiel nicht geahndet hat. Mit diesem Sieg zogen die Tessiner doch noch am FC Rapperswil-Jona vorbei und sicherten sich den Ligaerhalt, wärend der FCRJ den gang in die Promotion League antreten muss.


Aarau schnappt sich den Barrage-Platz!
Blick
Aarau – Rappi 1:0
Es läuft die 97. Minute, als Aarau-Coach Patrick Rahmen vor Aufregung fast zusammenbricht. Sein Stümer Goran Karanovic wird vom gegnerischen Goalie übel gefoult, doch der Schiri lässt weiterlaufen, Rapperswil hat Sekunden vor Schluss die grosse Chance zum Ausgleich, 6 958 Zuschauer auf dem Brügglifeld halten den Atem an, der Ball zischt hauchdünn am Pfosten vorbei! Und Rahmen tobt an der 
Seitenlinie wie ein Wilder!
Nicht auszudenken, was los gewesen wäre, hätten die St. Galler noch ausgeglichen, Aarau wäre auf den dritten Platz abgerutscht und Rappi, das nach der Niederlage in die Promotion League muss, weil Chiasso in Wil gewinnt, hätte sich gerettet.

Hätte, wäre, wenn. Es bleibt beim 1:0, der Österreicher Stefan Maierhofer, von den Fans liebevoll «der Major» genannt, schraubt seine 202cm in der 65 Minuten in die Höhe und trifft per Kopf zum Sieg. Bitter für Rapperswil: Nur kurz zuvor muss Stammkeeper Yanz ausgewechselt werden, weil er mit der Hand voraus in den Pfosten rauscht. Ersatzgoalie Lars Hunn ist bei Maierhofers Treffer zwar noch dran, kann den Ball aber nicht parieren.
Auf der anderen Seite brilliert Aaraus Goalie Djordje Nikolic mit drei Top-Paraden und hat massgeblichen Anteil daran, dass die Rüebliländer noch immer vom Aufstieg in die Super League träumen dürfen. Der FCA trifft am Donnerstag um 19 Uhr im Barrage-Hinspiel auf Xamax, am Sonntagnachmittag um 16 Uhr findet das Rückspiel statt. Obs mit der Rückkehr ins Oberhaus klappt? 

Lausanne – Vaduz 6:2
Lausanne jubelt vergebens! Die Westschweizer gewinnen zwar das letzte Saisonspiel gegen Vaduz gleich mit 6:2. Weil Aarau gleichzeitig in Rappi aber gewinnt, wirds nicht mit dem Barrageplatz für das Team von Trainer Giorgio Contini.

Wil – Chiasso 1:2
In extremis sichert sich Chiasso den Liga-Erhalt. Nach einem Tor von Hefti in der 23. Miute können Josipovic (75.) und Belometti (80.) die Partie für die Gäste noch drehen. Was für ein Drama in der letzten Challenge-League-Runde!