domenica 20 ottobre 2019

È ora di cambiare rotta sul serio

Situazione sempre più ingarbugliata in casa Chiasso dopo l'ennesima sconfitta patita per mano di una squadra tutt'altro che forte.

Eppure siamo sempre lì: squadre che senza fare nulla di trascendentale, forse anche più deboli del Chiasso, arrivano puntuali come i treni giapponesi a sbancare il Riva IV.
Per una volta ci siamo risparmiati la tiritera del possesso palla, del pallino del gioco, dei giocatori giovani. Questo però non perchè ci si è resi conto che quanto fatto in questi primi 4 mesi di stagione è da buttare o sostanzialmente si è imboccata una strada sbagliata, bensì perchè l'allenatore non ha concesso interviste e non si è fatto vedere fuori dal Riva IV, dove è rimasto trincerato fin dopo le 22:00 di ieri sera, attorniato dal suo staff e dal direttore Bignotti.
Il pubblico presente ieri sugli spalti e in tribuna ha per ora "assolto" l'operato della squadra, i cui limiti sono palesi ma ai quali poco si può rimproverare per atteggiamento e voglia di provarci, condannando di fatto mister Lupi per quanto mostrato dai suoi ragazzi. Una squadra che ancora oggi non ha un'identità di gioco (escludendo il titic titoc tra difensori e portiere), una squadra che non verticalizza mai e che si ostina a voler imporre senza successo il proprio credo. Manna dal cielo per gli avversari che sapendo prima o poi di trovare il vantaggio, impostano la partita con il classico "primo non prenderle" e portando sempre a casa la posta piena.
In soccorso di Lupi è però arrivato Nicola Bignotti che da scafato e intelligente dirigente qual'è si è accollato tutte le responsabilità del caso, pur non apparendo del tutto convincente nelle sue parole.
Nulla è ancora perduto, visto la pochezza di Sciaffusa, Vaduz e dello stesso Kriens ma serve ora un confronto schietto tra tutte le parti coinvolte perchè di questo passo si diventerà ben presto la squadra materasso. 
Serve come il pane, che si inizi ad allenarsi veramente (non la solita partitella a campo ridotto ogni santo giorno) e si metta da parte l'orgoglio del voler intraprendere una strada ed una metodologia che a Chiasso è stata fallimentare. 
La Challenge League non è il settore allievi del Lugano, dove si può e soprattutto c'è il tempo per sperimentare. La Challenge League è un calcio adulto dove si corre e si lotta dal primo all'ultimo minuto. 
Per copiare i belgi e per altri esperimenti ci sarà tempo più avanti, quando la classifica lo permetterà, se ne facciano una ragione Lupi, Bignotti e chi tira i fili oltre ponte diga: il Riva IV non è un laboratorio e il Chiasso non può essere trattato alla stregua di una cavia.