Bignotti: "I colori rossoblu sono la mia famiglia"

Una lunga intervista a Nicola Bignotti è apparsa sull'edizione odierna del Corriere del Ticino dove si è provato (senza peraltro troppo successo) a fare chiarezza su quanto sta succedendo al Riva IV.


Chiasso, che succede? Bella domanda. Il tifoso rossoblù se ne sta lì, quasi inebetito, un po’ come l’istrionico Morgan a Sanremo quando Bugo abbandonò il palco all’improvviso. Già, che succede? O meglio: il discusso e chiacchieratissimo Pablo Bentancur sta mettendo le mani sul club di confine? Sì, no, forse. Arriveranno novità. Di sicuro, la nomina di Brunello Donati non è legata al possibile (secondo alcuni perfino imminente) cambio di proprietà. No, il nuovo amministratore unico ricoprirà questa carica per questioni tecniche solo alcuni mesi. Tre, a quanto pare. A fare chiarezza, per l’ennesima volta da quando ha messo piede al Riva IV, è Nicola Bignotti: «Fino a ieri l’altro svolgevo due mansioni in una» afferma il direttore generale. «Ho sempre espresso una volontà e una necessità, quella di dividere i ruoli. E così, nell'attesa di trovare una figura locale che possa darci una mano, abbiamo optato per questa soluzione temporanea. Di cose da fare alla fine ce ne sono tante, a livello sportivo e istituzionale. Era imperativo, insomma, che mi concentrassi solamente sulle questioni calcistiche e organizzative. Dai rapporti con la Swiss Football League, molto complicati in questo periodo considerando l’emergenza, alla pianificazione di questa e della prossima stagione. Ci sarebbe anche una licenza da preparare».

«Sono grato a Ukrainets»
Bignotti mantiene una serenità di fondo invidiabile. Ad un tratto, interrompe la chiacchierata per riprendere bonariamente la sua collaboratrice. «Ma vuoi avvelenarmi?» le chiede, con il sorriso, dopo avere assaggiato un caffè non troppo riuscito. «Va bene che dobbiamo risparmiare, ma usa una cialda nuova». Al direttore chiediamo se questo cicaleccio attorno a Bentancur e al cambio di proprietà non lo disturbi. «Io sono grato alla proprietà attuale» spiega. «Grato e onorato. Sarò contentissimo se, come spero e auspico, l’azionista di riferimento vorrà continuare il suo impegno. Non dimentichiamoci il nostro passato recente e, parallelamente, quanta serenità e quanta progettualità ha portato Ukrainets. Detto ciò, se dovesse davvero esserci un cambio al vertice io farò le mie valutazioni. Non c’è un certificato né un obbligo che mi vincoli al Football Club Chiasso. Spetterebbe a me decidere se proseguire o no. Posso soltanto dire di conoscere la proprietà attuale. E non la conosco da oggi, ma da sempre».

«Come il Bellinzona»
Il direttore generale si spinge oltre. E, in un certo senso, mostra il suo cuore: «Sento il Chiasso come qualcosa di mio, non vivo questa realtà solo come un lavoro. I rossoblù sono diventati la mia famiglia, c’è attaccamento. Come ai tempi del Bellinzona. A Pavia, al Genoa o ancora all’Albinoleffe era diverso. Lavoravo, ma non c’era un legame così stretto. E siccome il Chiasso lo sento mio, avverto anche il dovere di difenderlo e di tutelarlo. Ripeto: se dovesse esserci un cambio di proprietà farò le mie valutazioni». Ecco, ma Ukrainets o i suoi rappresentanti si sono fatti vivi con Bignotti? Per dire: hanno mai manifestato la loro presenza in questi mesi e le loro intenzioni future? «La proprietà attuale non mi ha lanciato nessun segnale. Ho saputo di Bentancur leggendo i giornali, come tutti. Queste, poi, sono dinamiche che esulano dal mio lavoro. A me era stato detto, a suo tempo, che l’azionista di riferimento non avrebbe mollato. Se poi mi dovessero comunicare altro, ne prenderò atto».

«Difficile prevedere il futuro»
Bignotti, nell’attesa, prova a costruire il Chiasso che verrà. L’unica certezza, per adesso, è la categoria: sarà nuovamente Challenge League. «Ma è un lavoraccio» chiarisce. «Ora come ora ci sono tante, troppe discriminanti. Non sappiamo se torneremo in campo per concludere questo campionato, o ancora se e quando inizierà la prossima stagione. Non abbiamo neppure un’idea sulla riapertura del mercato. Tutte queste cose complicano, e non poco, il nostro lavoro. C’è incertezza, sì. Ed è difficile prevedere il futuro. Anche perché noi, viste le dimensioni, non siamo la tipica società che aggredisce il mercato. Noi siamo più come surfisti in attesa di un’onda. Ma dovremmo anche capire bene da che parte tira il vento e, soprattutto, da dove arriva questa benedetta onda. Poi, ovviamente, noi la cavalcheremo al meglio delle nostre possibilità. Come abbiamo sempre fatto».

Il ruolo della Soccer Future SA
Cosa farà Andrey Ukrainets, dunque? E chi lo sa. Amico di Leonid Novoselskiy, era uscito allo scoperto ad inizio 2019 scusandosi, in un certo senso, per il ritardo. E chiarendo, fra le altre cose, che il 63% della Soccer Future SA – la società che detiene il pacchetto di maggioranza della FC Chiasso 2005 SA – era nelle sue mani. Ora si sarebbe fatto avanti, con insistenza, Pablo Bentancur. Il procuratore uruguaiano. Già azionista di minoranza (al 40%) del Football Club Lugano nell’anno della promozione in Super League e, in tempi più recenti, figura vicinissima al Bellinzona in Promotion.

L’impressione, netta, è che Bignotti qualora il passaggio di consegne diventi realtà si farà da parte. Con eleganza. Ama il Chiasso, lo dice e lo ribadisce a gran voce. È la sua famiglia. Ma non ama il club che verosimilmente vorrebbe creare Bentancur al Riva IV.